{"id":32492,"date":"2022-03-15T16:33:16","date_gmt":"2022-03-15T15:33:16","guid":{"rendered":"https:\/\/campusvygon.com\/it\/?p=32492"},"modified":"2022-09-15T17:22:41","modified_gmt":"2022-09-15T15:22:41","slug":"ipovolemia-in-sala-operatoria-quanto-e-importante-il-fattore-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/campusvygon.com\/it\/ipovolemia-in-sala-operatoria-quanto-e-importante-il-fattore-tempo\/","title":{"rendered":"Ipovolemia in sala operatoria quanto \u00e8 importante il fattore tempo?"},"content":{"rendered":"\n<p>Nei pazienti che presentano un\u2019ipovolemia grave o che sono in uno stato di <strong>shock ipovolemico<\/strong>, un ritardo nell\u2019attuazione di una terapia fluidica pu\u00f2 provocare lesioni ischemiche e shock irreversibile fino ad una <strong>insufficienza multiorgano<\/strong> come risultato di una inadeguata perfusione dei tessuti. Risulta chiara quindi la necessit\u00e0 di poter accedere facilmente alle informazioni riguardanti il quadro emodinamico del paziente in qualsiasi momento. <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>DI COSA TRATTA QUESTO ARTICOLO?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Questo articolo ha l\u2019obiettivo di aiutare nell\u2019individuazione dei <strong>primi segnali di ipovolemia<\/strong> e di <strong>indicare come intervenire in modo tempestivo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"has-text-color wp-block-heading\" style=\"color:#7ba180\"><strong>1. Protocollo terapeutico GDT \u201cGoal Directed Therapy\u201d<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>La <strong>GDT<\/strong> permette di effettuare un uso pi\u00f9 appropriato e mirato dei fluidi, dei vasopressori e dei farmaci inotropi, garantendo cos\u00ec una prognosi migliore e un recupero pi\u00f9 rapido.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"has-text-color wp-block-heading\" style=\"color:#7ba180\"><strong>2. Sistema di monitoraggio e parametri emodinamici importanti.<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Un paziente in stato di ipovolemia richiede un&#8217;azione immediata per evitare rischi per la sua vita, \u00e8 importante quindi adottare un sistema di monitoraggio emodinamico in grado di <strong>visualizzare in tempo reale i parametri emodinamici<\/strong>, consentendo cos\u00ec di identificare qualsiasi <strong>alterazione fisiologica <\/strong>del paziente ed essere guidati durante la terapia. In questi pazienti, oltre ai classici <strong>parametri di gittata cardiaca<\/strong> (CO), <strong>stroke volume<\/strong> (SV) e di <strong>pressione<\/strong>, \u00e8 importante poter valutare la <strong>variazione della pressione di polso <\/strong>(PPV), la<strong> variazione dello stroke volume <\/strong>(SVV), <strong>l&#8217;elastanza arteriosa<\/strong> (Ea) e <strong>l&#8217;efficienza del ciclo cardiaco<\/strong> (CCE).<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:34px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-css-opacity has-background is-style-default\" style=\"background-color:#7ba180;color:#7ba180\"\/>\n\n\n\n<div style=\"height:34px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Le complicanze intraoperatorie e postoperatorie in pazienti chirurgici ad alto rischio e i relativi outcome indesiderati avvengono in una percentuale significativa dei ricoveri in terapia intensiva e costituiscono una delle principali cause dell\u2019aumento dei giorni di degenza e dei costi per la struttura ospedaliera.<sup>&nbsp;&nbsp; <\/sup>Infatti, lo stress chirurgico rappresenta uno dei fattori importanti che influenzano il risultato perioperatorio dovuto ad un <strong>aumento della domanda di ossigeno<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2008 \u00e8 stato stimato che in tutto il mondo sono state eseguite circa <strong>230 milioni di procedure chirurgiche<\/strong>, con un numero significativo di questi pazienti a rischio di complicazioni intraoperatorie o post-operatorie. Nonostante le procedure eseguite su pazienti ad alto rischio rappresentassero solo il 15% di quelle totali, tali pazienti hanno rappresentato l\u201980% dei decessi totali. <sup>&nbsp;&nbsp;&nbsp; <\/sup>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nei pazienti critici durante gli interventi chirurgici possono infatti verificarsi cambiamenti emodinamici inaspettati. L&#8217;ipovolemia \u00e8 stata identificata come la causa pi\u00f9 comune di scompenso cardiaco in sala operatoria. <\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto, tutte le attivit\u00e0 e le procedure volte a ridurre questi rischi non solo <strong>ridurranno i costi sanitari <\/strong>ma <strong>contribuiranno<\/strong> soprattutto ad<strong> aumentare la sicurezza del paziente<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:64px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>CAUSE DI SHOCK IN SALA OPERATORIA<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Gli stati di shock hanno molteplici cause, ma tutti comportano un&#8217;ipoperfusione degli organi vitali che, se non gestita rapidamente e in modo appropriato, pu\u00f2 portare all&#8217;insufficienza d&#8217;organo e alla morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo shock presenta un tasso di mortalit\u00e0 del 20% e richiede un trattamento immediato in quanto pu\u00f2 peggiorare molto rapidamente.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;insufficienza cardiovascolare, o shock, pu\u00f2 essere causata da:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Problemi cardiaci: shock cardiogeno. <\/li><li>Basso volume di sangue e fluidi: shock ipovolemico emorragico e non emorragico. <\/li><li>Reazione allergica: shock anafilattico. <\/li><li>Infezione: shock settico.<\/li><li>Danni al sistema nervoso: shock neurologico.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Se lo <strong>shock<\/strong> \u00e8 scompensato, la pressione arteriosa media o la portata cardiaca saranno inadeguate per garantire una corretta perfusione periferica. Nello shock compensato, la <strong>perfusione sar\u00e0 adeguata<\/strong>, ma a spese del cuore che dovr\u00e0 svolgere un lavoro maggiore. A seconda del tipo e della gravit\u00e0 dell&#8217;insufficienza cardiovascolare e della risposta al trattamento, lo shock pu\u00f2 danneggiare diversi comparti anatomici.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:64px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>IPOVOLEMIA<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019ipovolemia \u00e8 la <strong>causa pi\u00f9 comune di scompenso cardiaco in sala operatoria<\/strong>.<sup><br><\/sup>A fronte di piccole diminuzioni del volume del sangue (&lt;15%), l\u2019organismo mette in atto una serie di meccanismi di compenso (come l\u2019aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca) in modo che il cuore possa continuare ad eiettare l\u2019adeguata quantit\u00e0 di sangue cos\u00ec da non compromettere la perfusione e l\u2019ossigenazione tissutale. <\/p>\n\n\n\n<p>Quando si verificano perdite maggiori, il corpo perde la sua capacit\u00e0 di compensare, o la sua capacit\u00e0 di compensare \u00e8 insufficiente, e il paziente va in shock. <\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:64px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>LE CAUSE PRINCIPALI DELLO SHOCK IPOVOLEMICO SONO:<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Perdita di sangue significativa (shock emorragico).<\/li><li>Perdita di acqua ed elettroliti (sodio e potassio). <\/li><li>Perdita di plasma.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>L&#8217;ipotensione rappresenta uno degli indicatori di ipovolemia, ma per avere accesso ad altri parametri che possano indicare uno stato di ipovolemia o la risposta del paziente al trattamento, \u00e8 necessario l&#8217;aiuto di un monitor avanzato che mostri i cambiamenti emodinamici in tempo reale. <\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:64px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>COME PREVENIRE L&#8217;IPOVOLEMIA?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Di fronte a un paziente in shock ipovolemico, <strong>l&#8217;obiettivo \u00e8 quello di controllare la perdita di fluidi e di sangue<\/strong>, reintegrare ci\u00f2 che \u00e8 stato perso e stabilizzare il danno causato dallo shock ipovolemico il pi\u00f9 presto possibile. <\/p>\n\n\n\n<p>L<strong>a rianimazione con liquidi per via endovenosa<\/strong> rimane l&#8217;intervento pi\u00f9 comune per i pazienti in situazioni critiche. C&#8217;\u00e8 stato molto dibattito su quali fluidi endovenosi utilizzare per la rianimazione, tuttavia, attualmente le soluzioni cristalloidi rimangono lo Standard of Care. <\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver stabilito la tipologia di fluidi da somministrare e fissato un obiettivo terapeutico, \u00e8 necessario monitorare i progressi del paziente per controllarne la risposta e regolare il trattamento di conseguenza.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 molto importante avere a disposizione le <strong>informazioni in tempo reale <\/strong>poich\u00e9 nei pazienti con grave ipovolemia o shock ipovolemico un ritardo nell\u2019effettuare la fluidoterapia pu\u00f2 provocare lesioni ischemiche e shock irreversibile con conseguente insufficienza multiorgano. <\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto, al fine di identificare i segni precoci di ipovolemia, e di agire tempestivamente in caso di ipovolemia, dobbiamo:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" type=\"1\"><li>Eseguire una<strong> fluidoterapia mirata<\/strong>.<\/li><li>Disporre di un <strong>sistema di monitoraggio <\/strong>che permetta di conoscere in tempo reale le variabili emodinamiche sia classiche che avanzate, per poter identificare qualsiasi alterazione delle condizioni del paziente e servire da guida durante la terapia.<\/li><\/ol>\n\n\n\n<div style=\"height:64px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2560\" height=\"1811\" src=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/03\/TIPICO-ALGORITMO-GDT-BASATO-SU-UN-APPROCCIO-INDIVIDUALIZZATO_Mesa-de-trabajo-1-scaled.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32495\" srcset=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/03\/TIPICO-ALGORITMO-GDT-BASATO-SU-UN-APPROCCIO-INDIVIDUALIZZATO_Mesa-de-trabajo-1-scaled.jpg 2560w, https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/03\/TIPICO-ALGORITMO-GDT-BASATO-SU-UN-APPROCCIO-INDIVIDUALIZZATO_Mesa-de-trabajo-1-1280x906.jpg 1280w, https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/03\/TIPICO-ALGORITMO-GDT-BASATO-SU-UN-APPROCCIO-INDIVIDUALIZZATO_Mesa-de-trabajo-1-980x693.jpg 980w, https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/03\/TIPICO-ALGORITMO-GDT-BASATO-SU-UN-APPROCCIO-INDIVIDUALIZZATO_Mesa-de-trabajo-1-480x340.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 2560px, 100vw\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:64px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Protocollo terapeutico GDT \u201cGoal Directed Therapy\u201d<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La<strong> terapia emodinamica perioperatoria Goal Directed Therapy (GDT)<\/strong> o <strong>&#8220;ottimizzazione emodinamica&#8221;<\/strong> \u00e8 una <strong>strategia di monitoraggio<\/strong> e intervento sui parametri fisiologici con l&#8217;obiettivo di migliorare la gittata cardiaca (CO) e il trasporto di ossigeno (DO2) per prevenire o compensare il prima possibile il debito di ossigeno. Inoltre, permette un uso pi\u00f9 appropriato di fluidi, vasopressori e inotropi e per questo offre una prognosi migliore e un recupero pi\u00f9 rapido.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stato dimostrato che la Terapia Perioperatoria Goal Directed Therapy (PGDT) pu\u00f2 migliorare l&#8217;esito post-operatorio nei pazienti chirurgici ad alto rischio. Infusioni inappropriate di agenti vasopressori possono portare ad un aumento dell&#8217;ipoperfusione e dell\u2019ischemia dell\u2019organo; viceversa la somministrazione eccessiva di fluidi \u00e8 stata associata ad un aumento delle complicazioni, a una maggiore degenza in ospedale e nell&#8217;unit\u00e0 di terapia intensiva (UTI) e a un incremento di mortalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:64px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Monitoraggio in tempo reale<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il monitoraggio emodinamico determina, in larga misura, l&#8217;efficacia del trattamento. Tra i vari sistemi avanzati di monitoraggio emodinamico, i pi\u00f9 utilizzati nei pazienti ad alto rischio sono quelli che analizzano il contorno del polso dell&#8217;onda di <strong>pressione arteriosa<\/strong> (PCM) per la stima del volume sistolico.<\/p>\n\n\n\n<p>Esistono <strong>differenti tipi di sistemi di monitoraggio disponibili<\/strong>: l&#8217;invasivit\u00e0 e la precisione sono due aspetti imprescindibili nella scelta del sistema pi\u00f9 appropriato, e sono strettamente consequenziali al modo in cui il sistema raccoglie le informazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>I sistemi di monitoraggio emodinamico che utilizzano le<strong> leggi della fisica classica<\/strong> (legge di Otto Frank e legge di Stewart Hamilton) risultano pi\u00f9 precisi rispetto a quelli <strong>basati su metodi statistici <\/strong>(Langewouters, curtosi). In quest\u2019ultimi, basandosi su dati prestabiliti e non tenendo conto delle differenze emodinamiche individuali, la precisione risulta inevitabilmente bassa.<\/p>\n\n\n\n<p>Come abbiamo visto, nel caso di pazienti in ipovolemia, il <strong>fattore tempo<\/strong> gioca un ruolo fondamentale. Pertanto, la semplicit\u00e0 o la complessit\u00e0 di collegamento del sistema, la frequenza di campionamento, la necessit\u00e0 o meno di calibrazione per ogni possibile variazione dei parametri e la disponibilit\u00e0 immediata, battito per battito, dell&#8217;informazione emodinamica sono punti chiave da prendere in considerazione, poich\u00e9 la risposta del paziente pu\u00f2 essere imprevedibile e variare in pochi istanti.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:64px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2560\" height=\"1683\" src=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/03\/STRATIFICAZIONE-DEI-SISTEMI-DI-MONITORAGGIO-EMODINAMICO_Mesa-de-trabajo-1-scaled.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32496\" srcset=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/03\/STRATIFICAZIONE-DEI-SISTEMI-DI-MONITORAGGIO-EMODINAMICO_Mesa-de-trabajo-1-scaled.jpg 2560w, https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/03\/STRATIFICAZIONE-DEI-SISTEMI-DI-MONITORAGGIO-EMODINAMICO_Mesa-de-trabajo-1-1280x842.jpg 1280w, https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/03\/STRATIFICAZIONE-DEI-SISTEMI-DI-MONITORAGGIO-EMODINAMICO_Mesa-de-trabajo-1-980x644.jpg 980w, https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/03\/STRATIFICAZIONE-DEI-SISTEMI-DI-MONITORAGGIO-EMODINAMICO_Mesa-de-trabajo-1-480x316.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 2560px, 100vw\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:64px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Parametri emodinamici<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Per identificare e agire sui segni precoci dell&#8217;ipovolemia, \u00e8 importante avere a disposizione un sistema che visualizzi diversi parametri emodinamici standard e avanzati in tempo reale.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:64px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Variazione della pressione del polso (PPV) e variazione del volume sistolico (SVV)<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Di fronte a stati, o possibili stati, di ipovolemia, i parametri emodinamici dinamici saranno pi\u00f9 accurati nel determinare l\u2019eziologia e la risposta del paziente alla somministrazione dei fluidi. <\/p>\n\n\n\n<p>In questi pazienti, infatti, oltre ai classici parametri di <strong>portata cardiaca<\/strong> (CO), <strong>gittata sistolica <\/strong>(SV) o di <strong>pressione<\/strong>, sono anche molto utili la variazione della <strong>pressione del polso <\/strong>(PPV) e la <strong>variazione del volume sistolico<\/strong> (SVV).<\/p>\n\n\n\n<p>Sia <strong>PPV<\/strong> che <strong>SVV<\/strong> sono considerati <strong>predittori affidabili <\/strong>per<strong> <\/strong>misurare la risposta della gittata cardiaca all&#8217;infusione di fluidi e permetteranno di seguire da vicino l&#8217;evoluzione del trattamento somministrato. \u00c8 importante sottolineare che ci\u00f2 \u00e8 valido solo in determinate condizioni specifiche, in particolare per i pazienti in ventilazione meccanica, in assenza di respirazione spontanea e in ritmo sinusale normale.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:64px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Elastanza dinamica (PPV\/SVV)<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;elastanza dinamica<\/strong> (PPV\/SVV) \u00e8 il rapporto tra la variazione della<strong> pressione di polso<\/strong> (PPV) e la <strong>variazione dello stroke volume <\/strong>(SVV) durante un singolo respiro a pressione positiva. Questo parametro ci permetter\u00e0 di valutare il tono arterioso dinamico.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:64px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Elastanza arteriosa (Ea)<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Un altro parametro interessante nella valutazione e nella prevenzione dell&#8217;ipovolemia \u00e8 l&#8217;elastanza arteriosa (Ea), cio\u00e8 il rapporto tra le variazioni di pressione telesistolica e le variazioni di volume sistolico, analizzato da un punto di vista dinamico. Questo parametro \u00e8 principalmente legato all&#8217;elasticit\u00e0 del sistema arterioso.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;elasticit\u00e0 delle grandi arterie permette a questi vasi di espandersi durante la fase di eiezione, accogliendo pi\u00f9 sangue e garantendo cos\u00ec il flusso sanguigno diastolico in periferia durante la diastole. Questa propriet\u00e0 arteriosa consente di convertire il flusso pulsante in uno continuo in base alle resistenze vascolari degli organi.<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 rigidi sono i vasi, minore \u00e8 il volume e quindi maggiore \u00e8 l&#8217;Ea. In altre parole, fornisce informazioni sul carico arterioso imposto al ventricolo sinistro ad ogni battito.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:64px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Efficienza del ciclo cardiaco (CCE)<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Infine, anche l&#8217;efficienza del ciclo cardiaco (CCE) sarebbe utile in quanto fornisce informazioni sulla quantit\u00e0 di energia spesa dal sistema cardiovascolare per espellere il sangue ad ogni sistole.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi&#8230; quanto \u00e8 importante il fattore tempo nei pazienti in ipovolemia?<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Come abbiamo visto, nei pazienti con ipovolemia, un ritardo nella somministrazione di fluidi pu\u00f2 causare:<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:64px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"358\" src=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/09\/5-RIESGOS-HIPOVOLEMIA-1024x358.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-34678\" srcset=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/09\/5-RIESGOS-HIPOVOLEMIA-980x343.jpg 980w, https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/09\/5-RIESGOS-HIPOVOLEMIA-480x168.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:64px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Ipovolemia grave o shock ipovolemico.<\/li><li>Lesione ischemica.<\/li><li>Shock irreversibile con insufficienza multiorgano.<\/li><li>Aumento della degenza ospedaliera e nelle unit\u00e0 di terapia intensiva.<\/li><li>Aumento della mortalit\u00e0.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Avere a disposizione un monitor semplice da collegare, senza bisogno di una calibrazione continua e capace di visualizzare i parametri emodinamici classici e avanzati in tempo reale fornisce al professionista l&#8217;agilit\u00e0 e l&#8217;immediatezza necessarie per rispondere pi\u00f9 rapidamente ed evitare che il paziente vada incontro a un peggioramento delle proprie condizioni cliniche.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:64px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-divi-layout\">[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221; _builder_version=&#8221;3.22&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221; _builder_version=&#8221;4.14.8&#8243; background_color=&#8221;gcid-2d45c7f1-05fc-4f3c-8b35-fe69709a6a62&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; custom_padding=&#8221;55px||55px||true|&#8221; link_option_url=&#8221;https:\/\/www.vygon.it\/catalogo\/applicazioni\/terapia-intensiva\/&#8221; link_option_url_new_window=&#8221;on&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; box_shadow_style=&#8221;preset1&#8243; box_shadow_blur=&#8221;79px&#8221; box_shadow_spread=&#8221;-28px&#8221; global_colors_info=&#8221;{%22gcid-2d45c7f1-05fc-4f3c-8b35-fe69709a6a62%22:%91%22background_color%22%93}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.14.8&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_blurb title=&#8221;PRODOTTI CORRELATI&#8221; use_icon=&#8221;on&#8221; font_icon=&#8221;\uf812||fa||900&#8243; image_icon_width=&#8221;55px&#8221; _builder_version=&#8221;4.14.8&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_blurb][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:88px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>Aseni, P., Orsenigo, S., Storti, E. et al. 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[Updated 2021 Jul 20]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2022 Jan-.<\/li><li>Moranville MP, Mieure KD, Santayana EM. Valutazione e gestione degli stati di shock: Shock ipovolemico, distributivo e cardiogeno. Giornale di pratica farmaceutica. 2011;24(1):44-60. doi:10.1177\/0897190010388150<\/li><li>Jacob L. Heller, MD, MHA, Emergency Medicine, Emeritus, Virginia Mason Medical Center, Seattle, WA. Anche rivisto da David Zieve, MD, MHA, direttore medico, Brenda Conaway, direttore editoriale, e l&#8217;A.D.A.M. (2019). Shock. <a href=\"https:\/\/medlineplus.gov\/spanish\/ency\/article\/000039.htm\">https:\/\/medlineplus.gov\/spanish\/ency\/article\/000039.htm<\/a><\/li><li>Marik, P.E., Monnet, X. &amp; Teboul, JL. Parametri emodinamici per guidare la terapia dei fluidi. Ann. Intensive Care 1, 1 (2011). <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1186\/2110-5820-1-1\">https:\/\/doi.org\/10.1186\/2110-5820-1-1<\/a><\/li><li>Nall, R. M. (2018, 17 septiembre). 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