{"id":32892,"date":"2022-05-05T09:42:53","date_gmt":"2022-05-05T07:42:53","guid":{"rendered":"https:\/\/campusvygon.com\/it\/?p=32892"},"modified":"2022-08-02T12:20:23","modified_gmt":"2022-08-02T10:20:23","slug":"tecniche-per-effettuare-unanestesia-loco-regionale-periferica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/campusvygon.com\/it\/tecniche-per-effettuare-unanestesia-loco-regionale-periferica\/","title":{"rendered":"Tecniche per effettuare un\u2019anestesia loco-regionale periferica\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>ANESTESIA LOCO-REGIONALE<\/strong>&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019anestesia loco-regionale consiste nel mettere in contatto con le fibre nervose un agente anestetico in grado di bloccare la conduzione dell\u2019impulso nervoso in un modo specifico, temporaneo e reversibile.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019anestesia \u00e8 limitata a un\u2019area neurologica pi\u00f9 o meno estesa, iniettando un <strong>anestetico locale vicino al nervo<\/strong> (o ai nervi) che innerva un particolare territorio. Quando l\u2019operazione lo permette, per tipologia e zona del corpo interessata, \u00e8 <strong>ottimale scegliere la tecnica meno invasiva<\/strong> da tutti i punti di vista.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:32px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/05\/Principali-Plessi-Nervosi-09-1024x1010.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32893\" width=\"800\" srcset=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/05\/Principali-Plessi-Nervosi-09-980x967.jpg 980w, https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/05\/Principali-Plessi-Nervosi-09-480x473.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:32px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>TECNICHE\u00a0<\/strong>\u00a0<\/h2>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Esistono 3 tecniche per effettuare un\u2019anestesia loco-regionale periferica:<\/strong>\u00a0<\/h4>\n\n\n\n<p>1. Ricerca di parestesia&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>2. Elettroneurostimolazione&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>3. Ecografia ad ultrasuoni\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/05\/tecniche-per-effettuare-unanestesia-loco-regionale-09-scaled.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32897\" width=\"1251\" height=\"444\" srcset=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/05\/tecniche-per-effettuare-unanestesia-loco-regionale-09-980x349.jpg 980w, https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/05\/tecniche-per-effettuare-unanestesia-loco-regionale-09-480x171.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1251px, 100vw\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p> <\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>1. RICERCA DI PARESTESIA<\/strong>&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p>La parestesia \u00e8 una reazione <strong>neuromotoria<\/strong> provocata dal <strong>contatto dell\u2019ago con il nervo<\/strong> <strong>interessato<\/strong>. \u00c8 una tecnica che <strong>non viene pi\u00f9 utilizzata<\/strong>, in quanto <strong>molto dolorosa<\/strong> e in molti casi senza successo. Consiste nella ricerca di parestesie con l&#8217;ago a contatto con il nervo, <strong>l&#8217;anestesista porta l&#8217;ago direttamente in contatto con il nervo<\/strong>, che \u00e8 doloroso per il paziente e pu\u00f2 causare traumi ai nervi. Con questa tecnica, <strong>i pazienti devono collaborare, spiegando al medico ci\u00f2 che sentono<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non \u00e8 quindi adatto<\/strong> per bambini, pazienti ansiosi, depressi, disabili mentali, persone affette da gravi lesioni e non sarebbe in grado di fare la differenza tra il dolore causato dalla lesione o dall\u2019ago. Il training di questa tecnica \u00e8 molto spiacevole per l&#8217;anestesista e gli insuccessi sono frequenti.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/05\/Ricerca-di-parestesia-1024x574.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32902\" width=\"700\" srcset=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/05\/Ricerca-di-parestesia-980x550.jpg 980w, https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/05\/Ricerca-di-parestesia-480x269.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:33px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>2. ELETTRONEUROSTIMOLAZIONE (ENS)&nbsp;<\/strong>&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019ENS (elettroneurostimolazione) permette un progressivo avvicinamento dell\u2019ago alla struttura nervosa per iniettare la soluzione anestetica <strong>il pi\u00f9 vicino possibile al nervo senza toccarlo<\/strong>. L\u2019ENS si basa quindi sulla possibilit\u00e0 di applicare attraverso l\u2019ago in modo mirato ed in stretta vicinanza alla fibra nervosa una serie di <strong>stimoli elettrici<\/strong> che, provocando una <strong>contrazione muscolare<\/strong>, consentono di identificare le strutture nervose stimolate e quindi la vicinanza dell\u2019ago ad esse.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I nervi possiedono due tipi di fibre: <strong>fibre sensitive<\/strong> e <strong>fibre motorie<\/strong>:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Le fibre motorie<\/strong> sono pi\u00f9 grandi rispetto alle <strong>fibre sensitive<\/strong>, hanno bisogno di una quantit\u00e0 inferiore di corrente elettrica per essere stimolate e per provocare un movimento muscolare.&nbsp;&nbsp;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Questa tecnica, quindi, <strong>non \u00e8 dolorosa<\/strong> perch\u00e9 le fibre sensibili non vengono stimolate e dal momento che l&#8217;ago non viene a contatto con il nervo anche <strong>il rischio di lesioni nervose \u00e8 molto basso<\/strong>. La stimolazione delle fibre motorie attraverso una bassa intensit\u00e0 di corrente elettrica trasmessa attraverso un ago conduttore collegato a un neuro stimolatore porter\u00e0 quindi ad un <strong>movimento muscolare nella zona innervata<\/strong> dal nervo stimolato. Pertanto, l&#8217;anestesista non ha bisogno della collaborazione del paziente, perch\u00e9 in grado di visualizzare ci\u00f2 che sta facendo. La <strong>risposta \u00e8 oggettiva<\/strong> e non soggettiva come la risposta espressa dal paziente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per eseguire questo tipo di blocco attraverso la <strong>stimolazione elettrica<\/strong> l&#8217;anestesista deve conoscere perfettamente dove si trovano i nervi e il loro corso, il loro territorio motorio e sensibile (cutaneo, muscolare e osseo) e deve essere in grado di riconoscere <strong>la scossa muscolare<\/strong> che permette di identificare il nervo stimolato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La tecnica pu\u00f2 essere impiegata anche su <strong>pazienti sedati o anestetizzati<\/strong> e consente un blocco selettivo che aumenta significativamente la precisione e la sicurezza. Il <strong>blocco periferico<\/strong> pu\u00f2 risultare la tecnica preferita anche sulla base dell\u2019et\u00e0 del paziente e\/o delle sue condizioni preoperatorie (paziente anziano, a stomaco pieno, affetto da patologie cardiache o polmonari, ecc.).&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019elettroneurostimolatore \u00e8 un apparecchio che emette impulsi elettrici a corrente costante attraverso la punta di un <strong>ago metallico<\/strong> a pareti isolate. L\u2019impulso di corrente \u00e8 caratterizzato da <strong>un\u2019onda quadra di durata variabile<\/strong> (300 \u03bcs\u201350 \u03bcs), <strong>di ampiezza modulabile<\/strong> (0,1\u20136 mA) ed a <strong>frequenza selezionabile<\/strong> (1-4 Hz). Grazie a queste caratteristiche si possono stimolare selettivamente le strutture nervose (e non quelle muscolari) nell\u2019immediata vicinanza della <strong>punta dell\u2019ago<\/strong> (1\u20131,5 mm utilizzando impulsi di 0,5-1 mA di intensit\u00e0 con frequenza di 2 Hz).&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/05\/Elettroneurostimolazione-1024x822.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32903\" width=\"700\" srcset=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/05\/Elettroneurostimolazione-980x786.jpg 980w, https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/05\/Elettroneurostimolazione-480x385.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>L\u2019 impiego dell\u2019elettroneurostimolatore nell\u2019anestesia plessica permette un progressivo avvicinamento alla struttura nervosa al fine di iniettare la soluzione anestetica il pi\u00f9 vicino possibile senza indurre traumatismo.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Si evita cos\u00ec il contatto diretto ago-nervo<\/strong> caratteristico delle tecniche che prevedono l\u2019evocazione della parestesia per la localizzazione del nervo. Gli aghi stimolatori permettono una efficace e precisa localizzazione della fibra nervosa perch\u00e9, essendo isolati, la corrente viene concentrata sulla punta. L\u2019esatta localizzazione del nervo avviene inoltre, grazie all\u2019erogazione di una <strong>piccola quantit\u00e0 modulabile di corrente <\/strong>(0,1-5 mA) che, applicata all\u2019ago esploratore, depolarizza specificatamente <strong>le fibre motorie<\/strong> (evitando le fibre sensitive) quando l\u2019ago si trova in prossimit\u00e0 del nervo.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stimolatore elettrico infine possiede polarit\u00e0 ben identificate poich\u00e9 la stimolazione si ottiene con l\u2019elettrodo di <strong>polarit\u00e0 negativa <\/strong>(catodo-nero) che <strong>\u00e8 collegato all\u2019ago<\/strong>, mentre <strong>quello positivo<\/strong> (anodo-rosso) \u00e8 <strong>collegato al paziente<\/strong>. L\u2019elettroneurostimolazione si basa quindi sulla possibilit\u00e0 di applicare in modo mirato ed in stretta vicinanza alla fibra nervosa, una serie di stimoli elettrici che, provocando una <strong>contrazione muscolare<\/strong>, consentono di identificare le strutture nervose stimolate. Perci\u00f2 se un impulso elettrico passa attraverso l\u2019ago utilizzato per l\u2019esecuzione del blocco e se quest\u2019ultimo si trova in prossimit\u00e0 del nervo, si realizzer\u00e0 una depolarizzazione in grado di determinare una contrazione motoria (twitch) del distretto muscolare innervato dal nervo stimolato.\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Blocchi nervosi tramite iniezione singola di anestetico \u2013 Single shot&nbsp;<\/strong>&nbsp;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>L\u2019uso di <strong>aghi isolati <\/strong>consente una precisione nettamente superiore in quanto concentra il campo elettrico sulla punta dell\u2019ago. Tutti gli aghi metallici possono condurre corrente elettrica, ma solo gli <strong>aghi isolati<\/strong> sono in grado di concentrare il <strong>massimo campo elettrico sulla punta<\/strong>, unica parte scoperta.&nbsp;&nbsp;<\/li><\/ol>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"2\"><li><strong>Aghi a tagliente corto<\/strong> riducono il rischio potenziale di lesione nervosa, aumentando le difficolt\u00e0 di introduzione e la loro dolorosit\u00e0.&nbsp;&nbsp;<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p>\u00c8 opportuno quindi ricercare sempre il miglior compromesso in funzione del tipo di paziente e di blocco da eseguire. \u00c8 opportuno, inoltre, che la parte scoperta (conduttrice) dell\u2019ago coincida con il foro di iniezione, per assicurare l\u2019infusione di anestetico nel punto ottimale ricercato.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Blocchi nervosi tramite somministrazione continua di anestetico \u2013 Continuous peripheral nerve block&nbsp;<\/strong>&nbsp;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Questa tecnica prevede l\u2019introduzione di un catetere nello <strong>spazio perinervoso<\/strong>. Il catetere permette ripetute infusioni o infusioni continue di anestetici e\/o analgesici: ci\u00f2 favorisce un migliore e meno doloroso decorso post-operatorio e una pi\u00f9 rapida riabilitazione. I blocchi nervosi periferici continui sono particolarmente indicati nella <strong>chirurgia degli arti<\/strong>.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un blocco nervoso periferico continuo pu\u00f2 consentire <strong>un\u2019analgesia post-operatoria<\/strong> almeno equivalente a quella di un blocco centrale, <strong>riducendone significativamente i rischi<\/strong>. Il catetere pu\u00f2 essere <strong>introdotto attraverso un ago isolato<\/strong> oppure attraverso un <strong>ago cannula<\/strong> dopo aver rimosso l\u2019ago. Alcuni cateteri sono dotati di mandrino metallico amovibile, altri invece integrato, al fine di facilitarne l\u2019avanzamento e verificarne il corretto posizionamento.\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:33px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>3. ECOGRAFIA AD ULTRASUONI&nbsp;<\/strong>&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019ecografia \u00e8 una <strong>tecnica di diagnostica per Immagini<\/strong> basata sugli echi prodotti da un fascio di ultrasuoni che attraversa un organo o un tessuto. Gli ultrasuoni vengono inviati da una sonda in direzione degli organi e vengono riflessi in modo diverso in base alla loro forma e alla loro struttura. Grazie a queste diverse riflessioni su uno schermo video viene ricreata un\u2019immagine con diverse tonalit\u00e0 di bianco e nero.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/05\/Ecografia-ad-ultrasuoni-1024x574.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-32904\" width=\"700\" srcset=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/05\/Ecografia-ad-ultrasuoni-980x550.jpg 980w, https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2022\/05\/Ecografia-ad-ultrasuoni-480x269.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Le sonde emettono ultrasuoni con una <strong>frequenza da 1 a 20 milioni di Hertz<\/strong> (MHz).&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong><em>Pi\u00f9 bassa \u00e8 la frequenza e pi\u00f9 profonda \u00e8 la penetrazione degli ultrasuoni, pi\u00f9 alta \u00e8 la frequenza migliore \u00e8 la risoluzione dell&#8217;immagine.<\/em><\/strong> Cos\u00ec i tessuti superficiali sono pi\u00f9 facili da vedere (alta frequenza) rispetto a organi pi\u00f9 profondi (bassa frequenza).&nbsp;&nbsp;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Allineamento sonda-ago: needling&nbsp;<\/strong>&nbsp;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Esistono due diversi approcci per visualizzare e guidare l\u2019ago attraverso i tessuti tramite ecografia: l\u2019approccio <strong>IN PLANE<\/strong>, detto anche Long Axis, e l\u2019approccio <strong>OUT OF PLANE<\/strong>, detto anche Short Axis.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>Nell\u2019approccio <strong>IN PLANE<\/strong> l\u2019ago viene visualizzato nel suo asse lungo, con sonda e ago in <strong>posizione parallela<\/strong>. In questo modo l\u2019ago viene visualizzato in tutta la sua lunghezza fino alla punta, consentendo all\u2019operatore di eseguire movimenti ben orientati e riducendo in tal modo il rischio di lesioni nervose.&nbsp;&nbsp;<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color\" style=\"color:#7ba180\"><strong>Vantaggi:\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Buona visibilit\u00e0 dell&#8217;ago\u00a0\u00a0<\/li><li>Osservazione dei movimenti dei tessuti che indica la posizione del tagliente\u00a0\u00a0<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color\"><strong>Svantaggi:\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>L&#8217;anestesista deve adattare la sua tecnica di gestione dell\u2019ago alla macchina al fine di mantenere sempre l&#8217;ago perfettamente parallelo alla sonda\u00a0\u00a0<\/li><li>Gli aghi devono essere un p\u00f2 pi\u00f9 lunghi per ridurre l&#8217;angolo tra la superficie della cute e l&#8217;ago\u00a0\u00a0<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" start=\"2\"><li>Nell\u2019approccio <strong>OUT OF PLANE<\/strong> l\u2019ago viene visualizzato lungo il suo asse corto. L\u2019ago viene visualizzato <strong>in sezione trasversale<\/strong> come un punto iperecogeno difficile da apprezzare; un\u2019idea del movimento che gli viene impresso si pu\u00f2 intuire dal lieve spostamento dei tessuti limitrofi.&nbsp;<\/li><\/ol>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color\" style=\"color:#7ba180\"><strong>Vantaggi:\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>L&#8217;anestesista lavora normalmente (senza necessit\u00e0 di adeguare la gestione tecnica dell\u2019ago alla macchina); il tagliente \u00e8 localizzato da idrolocalizzazione o da piccoli fremiti&nbsp;&nbsp;<\/li><li>Gli aghi sono pi\u00f9 corti&nbsp;&nbsp;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color\"><strong>Svantaggi:\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Importante rischio di non riconoscere la giusta posizione del tagliente (rischio di iniezione intravascolare, di iniezione intraneurale)\u00a0\u00a0<\/li><\/ul>\n\n\n\n<div style=\"height:43px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Idrolocalizzazione&nbsp;<\/strong>&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p>Durante l\u2019inserimento dell\u2019ago o del catetere, per localizzarne pi\u00f9 facilmente la punta, il medico pu\u00f2 inserire una piccola quantit\u00e0 di anestetico che verr\u00e0 visualizzato sullo schermo come un ponfo nero in prossimit\u00e0 della punta. Tale tecnica, detta idrolocalizzazione, permette di <strong>controllare la progressione dell&#8217;ago<\/strong> sia in un approccio \u00abin plane\u00bb sia in un approccio \u00about of plane\u00bb. <strong>\u00c8 una tecnica semplice che pu\u00f2 essere imparata in fretta<\/strong>.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:57px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-divi-layout\">[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221; _builder_version=&#8221;3.22&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221; _builder_version=&#8221;4.14.8&#8243; background_color=&#8221;gcid-2d45c7f1-05fc-4f3c-8b35-fe69709a6a62&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; custom_padding=&#8221;55px||55px||true|&#8221; link_option_url=&#8221;https:\/\/www.vygon.it\/catalogo\/applicazioni\/blocco-operatorio\/&#8221; link_option_url_new_window=&#8221;on&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; box_shadow_style=&#8221;preset1&#8243; box_shadow_blur=&#8221;79px&#8221; box_shadow_spread=&#8221;-28px&#8221; global_colors_info=&#8221;{%22gcid-2d45c7f1-05fc-4f3c-8b35-fe69709a6a62%22:%91%22background_color%22%93}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.14.8&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_blurb title=&#8221;PRODOTTI CORRELATI&#8221; use_icon=&#8221;on&#8221; font_icon=&#8221;\uf48e||fa||900&#8243; image_icon_width=&#8221;55px&#8221; _builder_version=&#8221;4.14.8&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_blurb][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:122px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\"><li>Capozzoli Giuseppe, Rigo Vittorio, Bartoloni Alberto, Castellano Giuseppe &#8211; Le anestesie plessiche degli arti con elettroneurostimolatore &#8211; 2003\/01\/01<\/li><li>Tognu&#8217; Andrea &#8211; Blocchi nervosi ecoguidati &#8211; Sonoanatomia di base e avanzata &#8211; 2018 3. Cozowicz C, Poeran J, Zubizarreta N, et al &#8211; Trends in the Use of Regional Anesthesia: Neuraxial and Peripheral Nerve Blocks &#8211; Regional Anesthesia &amp; Pain Medicine 2016;41:43-49 4. Liu, Spencer S.; Strodtbeck, Wyndam M.; Richman, Jeffrey M.; Wu, Christopher L &#8211; A Comparison of Regional Versus General Anesthesia for Ambulatory Anesthesia: A Meta-Analysis of Randomized Controlled Trials &#8211; Anesthesia &amp; Analgesia: December 2005 &#8211; Volume 101 &#8211; Issue 6 &#8211; p 1634-1642 doi: 10.1213\/01.ANE.0000180829.70036.4F)<\/li><li>X. Capdevila and Chr. Dadure &#8211; Perioperative management for one day hospital admission : regional anesthesia is better than general anesthesia &#8211; Acta Anaesth. 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