{"id":35849,"date":"2023-03-28T11:35:50","date_gmt":"2023-03-28T09:35:50","guid":{"rendered":"https:\/\/campusvygon.com\/it\/?p=35849"},"modified":"2023-03-29T14:25:08","modified_gmt":"2023-03-29T12:25:08","slug":"linee-infusionali-in-ambito-neonatale-basi-gestione-prevenzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/campusvygon.com\/it\/linee-infusionali-in-ambito-neonatale-basi-gestione-prevenzione\/","title":{"rendered":"Linee infusionali in ambito neonatale: basi-gestione-prevenzione"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Le terapie intensive neonatali sono ambienti ospedalieri ad elevata intensit\u00e0 di cura, in cui si possono verificare numerosi errori di trattamento, compresi quelli relativi alle infusioni di farmaci. Questi errori si presentano con una <strong>frequenza maggiore nei neonati (circa 8 volte) delle TIN rispetto agli adulti ospedalizzati. <\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00c8, quindi, fondamentale settare la linea infusionale <strong>seguendo alcune regole basilari, gestirla nel miglior modo possibile e prevenire le pi\u00f9 comuni complicanze<\/strong>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:47px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full is-style-rounded\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"478\" height=\"299\" src=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2023\/03\/image-4.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-35850\" srcset=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2023\/03\/image-4.png 478w, https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2023\/03\/image-4-300x188.png 300w, https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2023\/03\/image-4-400x250.png 400w\" sizes=\"(max-width: 478px) 100vw, 478px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:47px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>La gestione delle linee infusionali in neonatologia \u00e8 una pratica complessa in quanto diverse sono le tipologie e le quantit\u00e0 di farmaci somministrate ai piccoli pazienti, che <strong>richiedono infusioni multiple<\/strong> come antibiotici, nutrizione, sedativi, inotropi e cos\u00ec via. Non avendo, inoltre, un sistema immunitario sviluppato, <strong>sono molto pi\u00f9 soggetti a contrarre infezioni. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 essenziale che le terapie vengano<strong> settate scrupolosamente <\/strong>poich\u00e9, nelle TIN, si ha a che fare con volumi di sangue molto piccoli e i farmaci infusi sono ad alto indice terapeutico. Le dosi sono ridotte e i flussi sono bassi: il rischio \u00e8 quello di incorrere in ritardi indesiderati nei tempi di infusione o di infondere boli incontrollati di farmaci.<\/p>\n\n\n\n<p>Per rendere efficace al massimo la terapia somministrata e configurare al meglio le linee, specialmente quando si infondono diverse soluzioni contemporaneamente, \u00e8 necessario <strong>prendere le dovute precauzioni per evitare infezioni, sovradosaggio (o sottodosaggio) e interazioni farmacologiche<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, il <strong>set infusionale ideale deve ridurre al minimo gli spazi morti, gli eventuali reflussi e i collegamenti superflui<\/strong>, per cui un giusto settaggio della linea pu\u00f2 aiutare ad eseguire un trattamento pi\u00f9 sicuro e controllato. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da qui, la necessit\u00e0 nel configurare in modo ottimale le linee infusionali.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:47px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>1. LINEE INFUSIONALI: LE BASI<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Innanzitutto, alcune tecniche come <strong>l\u2019igiene delle mani<\/strong> e la <strong>tecnica asettica<\/strong> rappresentano le misure pi\u00f9 importanti per prevenire il rischio infettivo nel paziente.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019igiene delle mani \u00e8 una pratica mandatoria da applicare in tutte le attivit\u00e0 di cura del paziente.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:43px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come ridurre il trasferimento di microorganismi?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Il trasferimento di microorganismi si pu\u00f2 ridurre eseguendo il lavaggio delle mani: prima e dopo il diretto contatto con il paziente, dopo il contatto con fluidi corporei, prima e dopo la rimozione dei guanti, prima e dopo aver mangiato, prima, durante (se richiesto) e dopo tutte le procedure che richiedono l\u2019inserimento, la manipolazione e la rimozione di dispositivi di accesso vascolare (VAD) e la somministrazione di infusioni.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:47px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"413\" height=\"358\" src=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2023\/03\/ridurre-il-trasferimento-di-microorganismi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35852\" srcset=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2023\/03\/ridurre-il-trasferimento-di-microorganismi.jpg 413w, https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2023\/03\/ridurre-il-trasferimento-di-microorganismi-300x260.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 413px) 100vw, 413px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:47px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Per l\u2019igiene delle mani, si raccomanda l\u2019utilizzo di una<strong> soluzione igienizzante a base alcolica<\/strong> (ABHR, 60% etanolo o 70% alcol isopropilico) per circa<strong> 20 secondi<\/strong>, o di lavarsi le mani con acqua e sapone, a seconda delle necessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, \u00e8 molto importante assicurarsi il mantenimento di unghie pulite, corte e prive di smalto <strong>(1).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, per la somministrazione di infusioni e la gestione di VAD, \u00e8 fondamentale educare al meglio l\u2019operatore all\u2019 <em>Aseptic Non Touch Technique<\/em> (ANTT), un modello di tecnica asettica standardizzata, che ha come obiettivo l\u2019asepsi.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:47px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>In che cosa consiste l\u2019ANTT?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Sono aspetti centrali l\u2019identificazione e la protezione delle <em>\u201cparti chiave\u201d<\/em> e dei <em>\u201csiti chiave\u201d<\/em> durante tutta la procedura asettica <strong>(2)<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:47px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color has-background\" style=\"background-color:#7ba180\">Si definiscono <em>\u201cparti chiave\u201d<\/em> tutte quelle parti critiche dei dispositivi medici, che, qualora contaminate, hanno maggiori probabilit\u00e0 di causare infezioni (aghi, punti di accesso disiringhe, connessioni di linee endovenose, lumi esposti di cateteri); i <em>\u201cpunti chiave\u201d<\/em>, invece, sono siti in cui sono presenti interruzioni cutanee nel paziente che, potenzialmente, possono diventare porte d\u2019accesso di batteri all\u2019interno del corpo, come ad esempio ferite aperte, sito d\u2019iniezione, sito del VAD.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:47px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Parti e punti chiave sono protetti da campi asettici, spazi di lavoro definiti per poter applicare una tecnica asettica sicura, dove poter appoggiare il materiale necessario (siringa, ago, antisettico, \u2026).<\/p>\n\n\n\n<p>Importante \u00e8 anche il prelevamento del dispositivo tramite tecnica <strong>\u201c<em>no-touch<\/em>\u201d<\/strong> per evitare di contaminarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo aver individuato parti e punti chiave della procedura, averli protetti con un adeguato campo asettico e aver definito le modalit\u00e0 di prelevamento del dispositivo, si applica la corretta tecnica asettica (1).<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:47px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>2. LINEE INFUSIONALI: LA GESTIONE<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>In un neonato la gestione del VAD, che sia esso centrale o periferico, \u00e8 una questione complessa. Essa deve tener conto di diversi fattori, tutti legati a<strong>l corretto settaggio della linea infusionale, quali gli elementi del set, le soluzioni infuse e l\u2019utilizzo di siringhe e pompe infusionali.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gestire un neonato in TIN pu\u00f2 voler dire incorrere in rischi di errore durante tutte le fasi. Ci\u00f2 rappresenta una forte problematica perch\u00e9 ne deriva una limitata capacit\u00e0 di compensare eventuali errori e conseguenze a breve e lungo termine.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:31px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quali sono gli errori legati ad un non corretto utilizzo di farmaci?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>La maggior parte di errori risiede nel sovradosaggio di farmaci e quelli pi\u00f9 soggetti ad errori sono l\u2019eparina, gli antibiotici, l\u2019insulina, la morfina e la nutrizione parenterale. Ci\u00f2 comporta un aumento di morbidit\u00e0, mortalit\u00e0, costi e tempi di degenza.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:47px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2023\/03\/errori-farmaci_Mesa-de-trabajo-1-copia-37-scaled.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2023\/03\/errori-farmaci_Mesa-de-trabajo-1-copia-37-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35861\" width=\"750\" srcset=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2023\/03\/errori-farmaci_Mesa-de-trabajo-1-copia-37-980x980.jpg 980w, https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2023\/03\/errori-farmaci_Mesa-de-trabajo-1-copia-37-480x480.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:47px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Altri fattori che, inoltre, favoriscono l\u2019insorgenza di errori nelle TIN son<strong>o l\u2019elevato numero di medicazioni, la mancanza di esperienza, la durata della degenza, le poche settimane di vita e il piccolo peso dei pazienti, nomi simili o identici dei neonati (4)<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Assemblare un set infusionale che sia il pi\u00f9 possibile adatto alle esigenze di un neonato \u00e8 una procedura di notevole complessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:47px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Perch\u00e9 \u00e8 complicato scegliere una corretta linea infusionale in TIN?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Il problema principale risiede nel fatto che nella pratica comune delle TIN, ci si serve di set infusionali nati e pensati per gli adulti, a causa della difficolt\u00e0 di stabilire linee guida chiare e dell\u2019alta variabilit\u00e0 dei protocolli, delle pratiche e delle tipologie\/modalit\u00e0 di assemblaggio delle componenti che formano il set infusionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, esistono dei criteri di scelta della linea infusionale che possono essere utili all\u2019assemblaggio di una linea corretta per il neonato, pensata tenendo conto di tre punti chiave:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>Bassissimi <em>flow rate<\/em><\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Ridotti calibri del VAD<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Infusioni multiple<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Diversi sono i parametri che impattano sulla delivery di farmaci e fluidi attraverso infusioni IV. Primi fra tutti, troviamo le componenti del sistema infusionale, che influenzano particolarmente il <em>flow rate<\/em> dei farmaci e dei fluidi somministrati. Esse possono causare ritardi nella delivery del farmaco e aumentare la variabilit\u00e0 del <em>flow-rate<\/em> <strong>(5)<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:34px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color has-background\" style=\"background-color:#7ba180\">Gli elementi del set, quindi, influenzano la qualit\u00e0 dell\u2019infusione stessa, incidono direttamente sul VAD e sulle complicanze.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:47px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quali sono gli aspetti di cui tener conto per la scelta delle giuste componenti del set?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" type=\"a\">\n<li><strong>Infezioni:<\/strong> uno dei rischi maggiori associati all\u2019utilizzo di questi dispositivi \u00e8 l\u2019infezione. In particolare, i neonati pretermine, a causa della mancanza di anticorpi, sono i soggetti pi\u00f9 a rischio. Pertanto, si sconsiglia l\u2019utilizzo di rampe o rubinetti a 3 vie che non consentono un\u2019adeguata disinfezione, richiedono molte manipolazioni, aumentando la possibilit\u00e0 di lasciare il sistema aperto e la probabilit\u00e0 di disconnessioni accidentali.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Tempo e volume di <em>delivery<\/em> del farmaco al paziente:<\/strong> molti dei farmaci somministrati ai neonati richiedono <em>flow rate<\/em> minori, per cui \u00e8 necessario ridurre al minimo il volume morto e che l\u2019iniezione sia effettuata il pi\u00f9 vicino possibile al paziente.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Infusioni multiple e precise:<\/strong> le piccole dosi richieste, la sensibilit\u00e0 al sovradosaggio, l\u2019accesso vascolare limitato, richiedono che le infusioni multiple siano molto accurate.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Interazioni farmaco-farmaco: <\/strong>alcuni farmaci devono essere infusi senza miscelazione, come i lipidi o la vancomicina. L\u2019incompatibilit\u00e0 tra farmaci pu\u00f2 provocare reazioni fisiche e chimiche. Incompatibilit\u00e0 fisiche risultano essere visibili (precipitazioni, cambiamento di colore, produzione di gas) o non visibili (particelle invisibili ad occhio nudo) e provocano una forte diminuzione nella quantit\u00e0 di farmaco che arriva al paziente; incompatibilit\u00e0 chimiche provocano degradazione del farmaco o formazione di sostanze tossiche (<strong>5<\/strong>).<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Volume morto: <\/strong>necessitando i pretermine di piccoli volumi in tempi specifici, \u00e8 fondamentale ridurre lo spazio morto, per ridurre il rischio di sovradosaggio.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Facilit\u00e0 di gestione delle linee.<\/strong><\/li>\n\n\n\n<li><strong>Adattamento alle piccole dimensioni del paziente.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<div style=\"height:47px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2023\/03\/rischi_Mesa-de-trabajo-1-copia-36-scaled.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2023\/03\/rischi_Mesa-de-trabajo-1-copia-36-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35858\" width=\"750\" srcset=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2023\/03\/rischi_Mesa-de-trabajo-1-copia-36-980x980.jpg 980w, https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2023\/03\/rischi_Mesa-de-trabajo-1-copia-36-480x480.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) 1024px, 100vw\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:47px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quali sono gli elementi del set infusionale?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;Il set infusionale \u00e8 una rete di tubi e dispositivi, ognuno con delle peculiarit\u00e0. Il set include:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><em>Needlefree connectors<\/em> (NFC)<\/li>\n\n\n\n<li>Valvole anti-reflusso<\/li>\n\n\n\n<li>Prolunghe<\/li>\n\n\n\n<li>Filtri<\/li>\n\n\n\n<li>Soluzioni infuse<\/li>\n\n\n\n<li>Siringhe\/pompe infusionali.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<div style=\"height:44px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"has-text-color wp-block-heading\" style=\"color:#7ba180\"><strong>1. Needlefree connectors (NFC).<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Per ridurre il rischio di punture accidentali, si raccomanda l\u2019utilizzo di connettori <em>needleless<\/em>, eliminando cos\u00ec l\u2019ago dalla gestione delle linee infusionali. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-divi-layout\">[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221; _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; background_color=&#8221;gcid-2d45c7f1-05fc-4f3c-8b35-fe69709a6a62&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; custom_padding=&#8221;55px||55px||true|&#8221; link_option_url=&#8221;https:\/\/campusvygon.com\/it\/tipologie-di-connettori-needleless-e-quando-utilizzarli\/&#8221; link_option_url_new_window=&#8221;on&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; box_shadow_style=&#8221;preset1&#8243; box_shadow_blur=&#8221;79px&#8221; box_shadow_spread=&#8221;-28px&#8221; global_colors_info=&#8221;{%22gcid-2d45c7f1-05fc-4f3c-8b35-fe69709a6a62%22:%91%22background_color%22%93}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_blurb title=&#8221;Leggi l\u2019articolo correlato:&#8221; use_icon=&#8221;on&#8221; font_icon=&#8221;\uf518||fa||900&#8243; image_icon_width=&#8221;55px&#8221; _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<p class=\"entry-title\">TIPOLOGIE DI CONNETTORI NEEDLELESS E QUANDO UTILIZZARLI<\/p>[\/et_pb_blurb][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Quando sostituire\/rimuovere un NFC?<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<div style=\"height:32px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-text-color has-background\" style=\"background-color:#7ba180\">Per quanto riguarda la sostituzione del dispositivo <em>needleless<\/em>, \u00e8 bene non cambiarlo pi\u00f9 frequentemente di intervalli di 96 ore o dipendentemente dalle IFU del produttore. Se usato in un set di infusioni continue, va cambiato quando il set di primaria somministrazione viene sostituito (ad esempio dopo 96 ore).<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:32px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Altre circostanze di sostituzione: se contaminato o visibilmente sporco, se rimosso. Deve essere, invece, rimosso in caso di presenza di emazie, di infusioni di cristalloidi o in caso di prelievi per emocoltura.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:32px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"has-text-color wp-block-heading\" style=\"color:#7ba180\"><strong>2. Valvole anti-reflusso.<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>In questi tipi di valvole, l\u2019infusione del farmaco avviene in un&#8217;unica direzione. Ci\u00f2 viene reso possibile dalla presenza di un meccanismo interno con valvola a diaframma flessibile che, quando la pressione in uscita supera la pressione in ingresso si chiude, bloccando il flusso di ritorno. Si tratta, quindi, di valvole che prevengono il <em>backflow<\/em> della soluzione infusa nella linea IV (<strong>5<\/strong>). Le valvole anti-reflusso sono molto utili in presenza di velocit\u00e0 e pressioni diverse (infusioni multiple).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Esistono, poi, valvole bidirezionali che, al contrario, oltre alle infusioni, permettono anche i prelievi.<\/p>\n\n\n\n<p>Valvole anti-reflusso e valvole bidirezionali vengono integrate alle prolunghe da collegare direttamente al dispositivo <em>needleless<\/em>, ottimizzando il tempo in cui le infusioni scorrono parallelamente, prima di raggiungere il VAD.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:32px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"has-text-color wp-block-heading\" style=\"color:#7ba180\"><strong>3. Prolunghe.<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Si raccomanda di ridurre al minimo l\u2019utilizzo di rampe e rubinetti, che possono generare problemi molto gravi e di prediligere l\u2019utilizzo di prolunghe multilume, molto adatte per l\u2019infusione di piccoli volumi di sangue, per la somministrazione di farmaci ad alto indice terapeutico e ridurre il rischio di infondere boli incontrollati di farmaci.<\/p>\n\n\n\n<p>Le prolunghe multilume, creando linee preferenziali e separate per ciascun farmaco\/trattamento, garantiscono una pi\u00f9 semplice gestione della linea, limitano i continui lavaggi, riducono il rischio di reflusso, di infezioni e di embolie.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:47px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2023\/03\/prd_disp_img_000841364.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/campusvygon.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2023\/03\/prd_disp_img_000841364-1024x571.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-35855\" width=\"511\" height=\"284\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:47px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Quando si parla di<strong> prolunghe o <em>extensions<\/em> all\u2019interno di un set infusionale<\/strong>, occorre tener conto di due punti fondamentali: la compliance e il numero degli elementi. La compliance di tubi IV si definisce come la capacit\u00e0 di questi di allungarsi o contrarsi sotto l\u2019effetto di applicazione di una certa pressione (<strong>5<\/strong>). <\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 dipende dal <strong>materiale<\/strong> di cui sono fatte, da diametro, lunghezza e volume. Conoscendo il materiale sar\u00e0 possibile <strong>valutare l\u2019interazione di questo con il farmaco e i suoi quantitativi realmente somministrati al paziente<\/strong>; ad esempio, il PVC tende ad assorbire maggiormente il medicinale, mentre PE, PUR, PP interagiscono meno con esso. <\/p>\n\n\n\n<p>Conoscendo, invece, <strong>lunghezza e diametro dei tubi <\/strong>sar\u00e0 possibile determinare il <strong>tempo che impiega<\/strong> una certa dose di farmaco a raggiungere il paziente in un tempo prestabilito. Si raccomanda, quindi, una bassa compliance per le infusioni a basso <em>flow rate<\/em>, come quelle utilizzate in neonatologia. Quindi, fondamentale \u00e8 ridurre anche al minimo il numero degli elementi, per evitare il ritardo della somministrazione e di conseguenza l\u2019azione del farmaco. Limitando il numero di <em>devices<\/em> aggiunti al VAD, si riducono le manipolazioni, le contaminazioni e si evitano confusioni.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:32px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"has-text-color wp-block-heading\" style=\"color:#7ba180\"><strong>4. Filtri.<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>L\u2019utilizzo di filtri \u00e8 mandatorio per le infusioni di NPT e sangue. Per filtrare infusioni NPT e sangue occorrono filtri ad hoc, che<strong> vanno posizionati il pi\u00f9 vicino possibile al VAD e vicino il livello del suo sito d\u2019inserzione<\/strong>. L\u2019utilizzo di filtri riduce le microbolle d\u2019aria (&lt;1 mm in diametro) e particolati che causano trombi e alterano il microcircolo e la risposta immunitaria<strong>. (1) <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Endotossine, frammenti derivanti dalle precipitazioni, precipitati e microbolle sono sostanze potenzialmente nocive se infuse involontariamente. \u00a0I filtri da NPT sono da 1.2 micron per soluzioni non contenenti lipidi, da 0.2 micron per soluzioni NP contenenti lipidi, entrambi vanno sostituiti ogni 24 ore. \u00a0I filtri da NPT sono da 1.2 micron per soluzioni non contenenti lipidi, da 0.2 micron per soluzioni NP contenenti lipidi. entrambi vanno sostituiti ogni 24 ore. I filtri sangue che rimuovono coaguli o particelle pericolose sono da 170-260 micron. (1)<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:32px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"has-text-color wp-block-heading\" style=\"color:#7ba180\"><strong>5. Soluzioni infuse.<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Infusioni e farmaci NPT devono essere preparati e assemblati nel<strong> massimo rispetto dell\u2019antisepsi <\/strong>e, se possibile, in uno spazio dedicato. In caso di somministrazione di NPT, occorre seguire una procedura ben precisa. Un problema comune legato alla somministrazione di infusioni riguarda le flebiti chimicamente indotte.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p>Il primo metodo che si utilizza per ridurne l\u2019incidenza \u00e8 di diluire le sostanze. L\u2019esatto quantitativo di diluizione richiesto per prevenire flebiti, attualmente, resta sconosciuto. Tuttavia, esistono strumenti per prevenire o, quantomeno, ridurre questo rischio (6).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:32px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h4 class=\"has-text-color wp-block-heading\" style=\"color:#7ba180\"><strong>6. Siringhe e pompe infusionali.<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p><strong>Le siringhe possono essere utilizzate manualmente o in pompa.<\/strong> In caso di utilizzo manuale, \u00e8 fondamentale tener conto del fatto che la pressione della sostanza infusa aumenta al diminuire del calibro della siringa. <strong>Solitamente per lavaggi si consigliano siringhe di calibro uguale o superiore ai 10 ml,<\/strong> in quanto, se si utilizzassero siringhe di calibro minore, verrebbero esercitate pressioni maggiori che potrebbero arrecare danni al catetere. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019accesso al VAD deve sempre avvenire tramite dispositivo <em>needleless<\/em><\/strong><em>.<\/em> Se utilizzate in pompa, all\u2019aumentare del calibro della siringa, si riduce la precisione d\u2019infusione di piccoli volumi. Per migliorare la terapia infusionale, la compliance di tutto il set infusionale che permette la somministrazione della terapia deve essere minimizzata e il <em>flow rate<\/em> pre-programmato (pi\u00f9 alto) dovrebbe essere utilizzato in combinazione con siringhe di piccolo calibro e valvole a bassa resistenza (7).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le pompe infusionali costituiscono uno <strong>strumento fondamentale all\u2019interno di un set infusionale<\/strong> e devono essere utilizzate in modo corretto per non avere impatto negativo sulla performance del VAD e sulla sicurezza del paziente. La selezione di questi <em>device <\/em>a flusso controllato si basa su diversi fattori quali la terapia da infondere, la velocit\u00e0 a cui infondere, il setting del paziente (<strong>1<\/strong>).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Normalmente, si utilizzano pompe elettroniche a flusso controllato per l\u2019infusione di terapie che richiedono un flusso molto preciso e sicuro.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>3. LINEE INFUSIONALI: LA PREVENZIONE<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Due problemi in cui spesso si pu\u00f2 incorrere nelle TIN riguardano la contaminazione intraluminale e le occlusioni da coaguli, farmaci o lipidi. \u00c8 importante, quindi, scegliere le migliori strategie per prevenire tali complicanze.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:29px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"has-white-color has-text-color has-background wp-block-heading\" style=\"background-color:#7ba180\"><strong>Come si previene il rischio da contaminazione intraluminare?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<div style=\"height:29px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Per prevenire il rischio di contaminazione intraluminare occorr<strong>e mettere in pratica tutte le raccomandazioni descritte in precedenza<\/strong>, quali: l\u2019igiene delle mani, eseguire l\u2019ANTT, utilizzare dispositivi <em>needleless<\/em> e disinfettarli, assemblare l\u2019intero set infusionale seguendo l\u2019ANNT, limitare il numero di vie e prolunghe nel set, preparare le soluzioni da infondere prestando accortezza alla compatibilit\u00e0 dei farmaci, sostituire o rimuovere le vie al momento giusto e secondo la sequenza corretta.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:29px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"has-white-color has-text-color has-background wp-block-heading\" style=\"background-color:#7ba180\"><strong>Come si previene il rischio di occlusioni?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<div style=\"height:29px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>I blocchi improvvisi del VAD, se occlusi da coaguli, possono essere causati da un poco accurato lavaggio a seguito di un prelievo di sangue, dall\u2019esecuzione di un lock errato e dall\u2019infusione di emazie non seguito da un lavaggio della linea. <\/p>\n\n\n\n<p>Per prevenire il <em>back flow<\/em>, \u00e8 fondamentale che: il <em>needleless<\/em> abbia un meccanismo interno neutro, le vie infusionali vengano sostituite secondo la giusta sequenza, si evitino il pi\u00f9 possibile i cambi di siringhe, di velocit\u00e0 e di posizione delle pompe perch\u00e9 causano irregolarit\u00e0 dei flussi, potenzialmente dannose per il piccolo paziente. Altro elemento importante \u00e8 l\u2019esecuzione di un corretto <em>flush.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le occlusioni da farmaci o lipidi, invece, possono verificarsi in caso di<strong> somministrazione di farmaci a rischio, di variazione della terapia infusionale, di infusioni multiple o di mezzi di contrasto, o per l\u2019esecuzione di un flush errato tra due infusioni.<\/strong> Per prevenire questi rischi, \u00e8 importante utilizzare protocolli di diluizione aggiornati, settare la linea evitando la contaminazione tra farmaci diversi, utilizzare valvole antiritorno in caso di infusioni multiple a velocit\u00e0 diverse, evitare i rubinetti a 3 vie, infondere alle giuste velocit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, pu\u00f2 accadere che il VAD si occluda meccanicamente durante l\u2019avvio di una nuova terapia, durante la sostituzione di vie infusionali o sostituzione della medicazione. Occorre, quindi, che le clamp siano chiuse, cercare di non utilizzare set troppo lunghi per evitare il <em>kinking,<\/em> semplificare al massimo il set infusionale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Qualunque sia il tipo o la causa di occlusione del VAD, \u00e8 essenziale l\u2019esecuzione corretta del flush.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:29px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"has-white-color has-text-color has-background wp-block-heading\" style=\"background-color:#7ba180\"><strong>In che cosa consiste il <em>flushing<\/em>?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<div style=\"height:29px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Con <em>flushing<\/em> si intende l\u2019infusione manuale con fisiologica per liberare e pulire il lume del catetere da residui, per garantire la perviet\u00e0 del lume del dispositivo e prevenire le occlusioni.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per eseguire il corretto <em>flushing<\/em>, occorre: effettuare antisepsi prima dell\u2019accesso; utilizzare fisiologica sterile, meglio se siringhe pre-riempite per ridurre il rischio di CRBSI, ad un volume minimo pari al doppio del <em>priming volume<\/em> del <em>device<\/em> (<em>flush<\/em> in pompa siringa per VAD minore o uguale ai 2 Fr); in caso di infusione di emoderivati, NP o soluzioni pi\u00f9 viscose, il volume di <em>flush<\/em> deve essere anche maggiore del doppio di quello di priming (<strong>1<\/strong>); utilizzare siringhe da 10 ml o una siringa specificamente designata per generare una minore pressione di iniezione; lavare con tecnica \u201c<em>push and pause<\/em>\u201d per causare un flusso turbolento all\u2019interno del VAD; il <em>flushing<\/em> va eseguito in tutti i lumi del VAD, se multilume e in tutti i dispositivi ad esso connessi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Durante le procedure standard, il <em>flush<\/em> del VAD si esegue:<\/strong> prima di ogni infusione per assicurare la funzionalit\u00e0 del catetere e prevenire complicazioni; dopo ogni infusione per pulire il lume del catetere, quindi ridurre il rischio di contatto tra farmaci\/terapie diversi; alla sostituzione di vie o linee; dopo l\u2019infusione di emoderivati e dopo un prelievo; prima del clampaggio e alla riapertura del <em>device<\/em>; quando la linea non \u00e8 visibilmente pulita.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:61px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Dopo un\u2019attenta analisi su come settare la miglior soluzione in termini di linea infusionale in TIN, come gestirla, quali elementi prediligere rispetto ad altri, come prevenire le pi\u00f9 comuni problematiche, risulta evidente quanto sia complesso tutto ci\u00f2 che ruota attorno a questi piccoli pazienti. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 fondamentale prestare attenzione ad ogni singolo dettaglio per facilitare la gestione della linea e ottenere un migliore <em>outcome<\/em> per il paziente trattato.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-divi-layout\">[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; admin_label=&#8221;section&#8221; _builder_version=&#8221;3.22&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row admin_label=&#8221;row&#8221; _builder_version=&#8221;4.14.8&#8243; background_color=&#8221;gcid-2d45c7f1-05fc-4f3c-8b35-fe69709a6a62&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; custom_padding=&#8221;55px||55px||true|&#8221; link_option_url=&#8221;https:\/\/www.vygon.it\/catalogo\/applicazioni\/terapia-intensiva\/&#8221; link_option_url_new_window=&#8221;on&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; box_shadow_style=&#8221;preset1&#8243; box_shadow_blur=&#8221;79px&#8221; box_shadow_spread=&#8221;-28px&#8221; global_colors_info=&#8221;{%22gcid-2d45c7f1-05fc-4f3c-8b35-fe69709a6a62%22:%91%22background_color%22%93}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.14.8&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_blurb title=&#8221;PRODOTTI CORRELATI&#8221; use_icon=&#8221;on&#8221; font_icon=&#8221;\uf812||fa||900&#8243; image_icon_width=&#8221;55px&#8221; _builder_version=&#8221;4.14.8&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_orientation=&#8221;center&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][\/et_pb_blurb][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><strong>BIBLIOGRAFIA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\" type=\"1\">\n<li>Infusion Therapy Standards of Practice. Lisa A. Gorski, MS, RN, HHCNS-BC, CRNI\u00ae, FAAN Lynn Hadaway, MEd, RN, NPD-BC, CRN Mary E. Hagle, PhD, RN-BC, FAAN Daphne Broadhurst, MN, RN, CVAA(C) Simon Clare, MRes, BA, RGN Tricia Kleidon, MNSc (Nurs. Prac), BNSc, RN Britt M. Meyer, PhD, RN, CRNI\u00ae, VA-BC, NE-B Barb Nickel, APRN-CNS, CCRN, CRN Stephen Rowley, MSc, BSc (Hons), RGN, RSCN Elizabeth Sharpe, DNP, APRN-CNP, NNP-BC, VA-BC, FNAP, FAANP, FAAN Mary Alexander, MA, RN, CRNI\u00ae, CAE, FAAN \u2013 INS &#8211; 2021<\/li>\n\n\n\n<li>ANTT\u00ae, un modello di tecnica asettica standardizzata. Daniela Accorgi \u2013 Nurse24.it-2021<\/li>\n\n\n\n<li>In vitro evaluation of fluid reflux after flushing different types of needleless connctors. Stefanolli, Chiara Abruzzese, Luigi Cannizzo, Alberto Lucchini, JVA. 2016<\/li>\n\n\n\n<li>Medication safety in neonatal care: a review of medication errors among neonates. Natalia Krzyzaniak and Beata Bajorek. \u00a9 The Author(s), 2016<\/li>\n\n\n\n<li>Criteria for choosing an intravenous infusion line intended for multidrug infusion in anaesthesia and intensive care units Aure\u00b4lie Maiguy-Foinard, Ste\u00b4phanie Genay, Damien Lannoy, Christine Barthe\u00b4le\u00b4my, Gilles Lebuffe, Bertrand Debaene, Pascal Odou, SFAR, 2016<\/li>\n\n\n\n<li>The Impact of Dilution on Intravenous Therapy. Guy D. LaRue, RN, CRNI\u00ae Martin Peterson, BSME- the art and science of infusion nursing&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>A literature review on flow-rate variability in neonatal IV therapy. Anne C van der Eijk 1, Roland M F P T van Rens, Jenny Dankelman, Bert J Smit. Paediatric Anaesthesia. 2013&nbsp;<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le terapie intensive neonatali sono ambienti ospedalieri ad elevata intensit\u00e0 di cura, in cui si possono verificare numerosi errori di trattamento, compresi quelli relativi alle infusioni di farmaci. 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