Catetere epicutaneo cavale (ECC): L’importanza di un corretto fissaggio!

Giulia Appetito

8 Mar, 2023

Le dislocazioni accidentali e le migrazioni secondarie rappresentano una problematica frequente che comporta l’insorgenza di complicanze come quelle infettive e spesso richiede il riposizionamento dell’ECC.

Al fine di prevenire questi problemi, non compromettere la corretta funzionalità del catetere e tutelare il benessere del neonato è importante eseguire un corretto fissaggio del catetere epicutaneo cavale neonatale.  

1. FISSAGGIO DEL CATETERE ECC

Dopo aver posizionato il catetere epicutaneo cavale, ed aver verificato la giusta posizione della punta in posizione centrale, si procede al suo corretto fissaggio.

Un corretto fissaggio del catetere è fondamentale per non incorrere in rischi di sposizionamenti involontari dovuti ai normali movimenti del neonato o alle procedure di utilizzo e gestione del catetere.

Quando è presente una notevole porzione extra-vascolare di catetere è importante andarla a fissare circolarmente. Quindi, si prende questa porzione esterna e la si avvolge su sé stessa, facendo attenzione che tale loop sia morbido e non occluda il catetere.

A questo punto si posiziona una medicazione trasparente ipoallergenica e altamente traspirante sopra il tubo avvolto del catetere e si fissa saldamente alla cute. In questo modo si minimizzano le tensioni imposte al catetere, riducendo il rischio di movimenti in-out accidentali. 

2. FISSAGGIO DELL’ALETTA DEL CATETERE CON SUTURELESS DEVICE NEONATALE

Una volta fissata l’eventuale porzione esterna di catetere come descritto nel punto 1, o direttamente dopo la verifica del corretto posizionamento della punta del catetere, se non abbiamo porzioni esterne di catetere da gestire, si passa al fissaggio dell’aletta. 

Fissare saldamente l’aletta alla cute ci consente di utilizzare in sicurezza il catetere, potendo manipolare la prolunga integrata senza incorrere nel rischio di generare tensioni o stress sul catetere. 

Infatti, un corretto fissaggio mediante sutureless device neonatali consente di ridurre:

  • rischio di migrazione e dislocazione del catetere​
  • rischio di tamponamento cardiaco ​
  • rischio di flebite​
  • rischio di infezione (associato a migrazione flora cutanea attraverso il sito d’ingresso)​
  • rischio di infezione dovuto ad utilizzo di punti di sutura per fissare le alette del catetere
  • rischio di danneggiamento o rottura del catetere utilizzando incorrettamente steri-strip, i cui collanti sono altamente aggressivi sul poliuretano dei cateteri di diametri così ridotti come quelli neonatali (1Fr – 2Fr).

Per eseguire il fissaggio dell’aletta mediante sutureless device si raccomanda di procedere in due operatori, in maniera da mantenere saldamente il catetere in posizione, mentre il secondo operatore procede a posizionare il sutureless device sull’aletta del catetere, fermandolo mediante gli appositi alloggiamenti di fissaggio, per poi andarlo a posizionare correttamente sulla cute. 

È molto importante utilizzare sutureless device di dimensioni ridotte, specifici per la tipologia di pazienti neonatali/pediatrici su cui verranno utilizzati, quindi, che non superino i 4-5cm di lunghezza e i 2 cm di larghezza, e che consentano di alloggiare le alette dei cateteri normalmente posizionati in tali pazienti (solitamente ECC da 1 Fr o 2 Fr). Inoltre, vista la delicatezza e fragilità dei pazienti trattati è importante che tali dispositivi di fissaggio siano altamente ipoallergenici e con adesivi molto delicati sulla cute, come l’ossido di zinco.

È possibile anche utilizzare un ulteriore metodo di fissaggio, oltre ai due già descritti, che consiste, nella fase che precede il posizionamento del sutureless device, nell’apporre una piccola quantità di colla, specificamente destinata all’utilizzo con accessi vascolari, sull’exit-site. In questo modo, oltre a fissare meccanicamente il catetere alla cute nel punto di inserzione, si va a creare un’importante barriera antimicrobica, riducendo così ulteriormente i rischi di infezione. 

3. COMPLETAMENTO IMPIANTO

Per impedire la contaminazione e garantire comunque una corretta visibilità dell’exit-site si completa il fissaggio con l’apposizione di una o due medicazioni trasparenti, ipoallergeniche e altamente traspiranti, in modo da coprire completamente la zona delle alette e del sito di uscita del catetere. 

L’apposizione di queste ulteriori medicazioni trasparenti garantisce così una completa barriera contro le infezioni e la stabilizzazione ulteriore delle alette e del catetere stesso, consentendo quindi un utilizzo in sicurezza mediante la prolunga integrata e limitando al minimo i rischi di dislocazione del catetere dovuti a movimenti o trazioni accidentali.

Infine, si mantiene una perfetta visibilità del sito di emergenza così da garantire una sorveglianza continua per poter intervenire tempestivamente nel caso di insorgenza di complicanze. Nell’apporre queste medicazioni è importante non andare ad avvolgere completamente l’arto del neonato, in modo da evitare stasi venosa o edema. 

Si raccomanda sempre di seguire le linee guida di riferimento riguardanti la sostituzione delle medicazioni, che indicano ogni 7 giorni o un periodo minore se la medicazione è sporca.

Durante tutte le operazioni di sostituzione della medicazione è fondamentale porre attenzione a non reinserire mai la porzione di catetere extra-vascolare e di fissare nuovamente, nella maniera corretta, il catetere. Infine, si raccomanda di non applicare mai steri-strip per sutura direttamente sul catetere, in modo da evitare che i collanti ne alterino la resistenza meccanica, favorendone la rottura (microfratture o rotture da trazione).  

Procedere correttamente nelle operazioni, apparentemente semplici, di fissaggio di un catetere epicutaneo cavale, consente di ridurre moltissimi rischi associati alla dislocazione del catetere. Per garantire la migliore riuscita di un impianto vascolare e del suo utilizzo è importante porre l’attenzione anche sui piccoli dettagli. Anzi, più il paziente è piccolo e fragile maggiori sono i dettagli da curare e le attenzioni da prestare per garantirgli le migliori cure e benessere.  

Leggi l’articolo correlato:

PREVENZIONE DELLE COMPLICANZE NELLA PROCEDURA DI IMPIANTO DI CATETERI EPICUTANEO CAVALI (ECC)

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Giulia Appetito

Prima Product Specialist, ora Technical Information Specialist in Vygon Italia, curo la documentazione tecnica dei nostri prodotti. Ho studiato a Roma all’Università di Torvergata, dove mi sono laureata alla magistrale in Ingegneria Medica con una tesi sperimentale sul replacement della valvola aortica. Da qualche tempo mi sono appassionata al mondo del Digital, potente strumento che ci permette di formarci ed informarci, sempre e ovunque. Il mio obiettivo è aiutare a divulgare la più aggiornata pratica clinica, con contenuti di qualità, così da contribuire, anche se indirettamente, al benessere del paziente. 
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