Come l’ipnosi può modulare la percezione del dolore?

Silvia Ruggeri

14 Nov, 2022

Le procedure mediche sono spesso associate a del disagio emotivo che potrebbe inficiare la procedura stessa causando una serie di eventi avversi post-procedurali tra cui dolore, nausea e affaticamento.

Al fine di migliorare il comfort del paziente e ridurre l’esperienza negativa spesso sono necessari degli interventi farmacologici che, seppur benefici, non sono privi di costi e possono causare effetti collaterali.

Un’alternativa alla soluzione farmacologica è rappresentata dall’ipnosi, soluzione non farmacologica, senza eventi avversi specifici noti, che ha dimostrato essere una valida soluzione per ridurre il disagio legato alle procedure mediche

Numerosi studi hanno evidenziato l’interesse delle procedure ipnotiche in varie situazioni cliniche, come la gestione del dolore, il trattamento della fobia, della depressione, dei disturbi dissociativi e psicotici, ma anche durante la chirurgia minore o più invasiva.

Inoltre, l’ipnosi in combinazione con l’anestesia locale può rappresentare un mezzo efficace per gestire l’ansia e il dolore, ridurre l’uso di farmaci ansiolitici e analgesici e permettere un recupero più rapido del paziente.

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In cosa consiste l’ipnosi?

L’ipnosi può essere definita come “una procedura durante la quale un professionista della salute o un ricercatore suggerisce al paziente o al soggetto di sperimentare cambiamenti nelle sensazioni, nelle percezioni, nei pensieri o nel comportamento“.

Durante una sessione ipnotica, un terapeuta, specializzato in ipnosi, andrà ad alterare lo stato di coscienza del paziente per ottenere esperienze che comportano alterazioni della percezione, della memoria e dell’azione volontaria. Infatti, gli studi hanno dimostrato che i processi ipnotici modificano le reti cerebrali interne (consapevolezza di sé) ed esterne (consapevolezza ambientale).

Se si osserva l’attività cerebrale durante lo stato ipnotico si possono notare delle alterazioni della rete cerebrale. In particolare, lo stato ipnotico principale è caratterizzato da un aumento del ritmo ‘alfa’ frontale, una diminuzione del ritmo ‘gamma’ centrale, frontale e parietale in entrambi gli emisferi e un aumento del ritmo ‘gamma’ occipitale.

Quindi, può l’ipnosi clinica modulare il dolore?

L’ipnosi, combinata con l’anestesia locale, può essere un mezzo efficace per migliorare il comfort intraoperatorio del paziente. Infatti, ad essa è associata una riduzione dell’ansia e del dolore, un minore fabbisogno intraoperatorio di farmaci ansiolitici e analgesici, condizioni chirurgiche ottimali e un recupero più rapido del paziente.

L’ipnosi, come procedura aggiuntiva alla sedazione per via endovenosa, fornisce un migliore sollievo dal dolore e dall’ansia perioperatoria rispetto alla sola sedazione per via endovenosa o alla procedura di rilassamento.

In procedure chirurgiche o mediche è stato visto come l’ipnosi ha effetto su vari fattori pre e postoperatori, come il disagio emotivo, la percezione dell’intensità del dolore, il consumo di farmaci, i parametri fisiologici, il recupero e il tempo della procedura chirurgica.

Ad oggi, un potente ed efficacie strumento che permette di ottenere gli stessi benefici dell’ipnosi durante una procedura o un trattamento medico, anche senza l’uso di farmaci sedativi, è la realtà virtuale. Tecnologia che, combinando le tecniche dell’ipnosi clinica con delle tecniche terapeutiche integrative, come effetto di rinforzo, permette la gestione del dolore e dell’ansia migliorando il comfort del paziente. 

L’ipnosi risulta, quindi, essere un valido strumento per modulare le risposte cerebrali alle stimolazioni dolorose. Infatti, la letteratura dimostra come i processi ipnotici modifichino le reti cerebrali interne (consapevolezza di sé) ed esterne (consapevolezza ambientale). 

I suggerimenti e l’attenzione focalizzata alterano in modo misurabile la percezione del dolore, ciò rafforza l’idea che non solo le strategie farmacologiche, ma anche quelle psicologiche, possono modulare la rete interconnessa di regioni corticali e sottocorticali che partecipano all’elaborazione degli stimoli nocivi riducendo in modo significativo la sensazione di dolore nei soggetti.

Da ultimo, studi scientifici dimostrano come l’ipnosi in combinazione con l’anestesia locale, in pazienti sottoposti ad intervento chirurgico, permette un migliore comfort peri- e postoperatorio.

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Bibliografia

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Silvia Ruggeri

Sono Product Specialist e sono entrata a far parte del Team Vygon da più di un anno, dopo aver conseguito la laurea magistrale in Ingegneria Biomedica presso l’Università “Sapienza” di Roma. Curo le Business Unit “Critical Care” e “Pain & Airway Management” per il centro Italia, occupandomi del supporto tecnico e professionale dei clinici ed offrendo loro soluzioni e tecnologie innovative a favore della salute del paziente.
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