Le nuove tecnologie di stabilizzazione del catetere: i SUTURELESS DEVICE

Silvia Ruggeri

25 Gen, 2023

In molte branche della medicina è richiesto un accesso venoso per cure a lungo o breve termine. [1] È quindi opportuno seguire una serie di raccomandazioni per assicurare la piena funzionalità del catetere per tutta la durata del trattamento e per garantirne una corretta gestione al fine di evitare complicanze. 

Un aspetto molto importante da tenere in considerazione dopo l’inserimento di un accesso vascolare è sicuramente la stabilizzazione del catetere. [2] 

Un fissaggio inadeguato di un accesso vascolare rappresenta un problema di sicurezza per il paziente che contribuisce in modo significativo alle complicanze ad esso associate, tra cui dislocazione, occlusione, infiltrazione e infezione. [6] 

In questo articolo approfondiremo le nuove tecnologie di stabilizzazione del catetere, i dispositivi sutureless, che possono aiutare nella riduzione dei rischi legati al paziente, con un risparmio complessivo sui costi, e nel garantire la massima sicurezza possibile agli operatori sanitari, abbattendo il rischio di puntura accidentale. 


Una corretta procedura di posizionamento di un catetere venoso prevede, nella fase conclusiva, la stabilizzazione del catetere stesso alla cute del paziente.  

Un fissaggio inefficace può causare:  

Esistono diversi modi per stabilizzare un accesso vascolare. Se le suture fino a qualche anno fa rappresentavano l’unica soluzione nel tempo sono state sviluppate soluzioni alterative che hanno lo scopo di eliminare i rischi ad esse associate. 

Cosa dicono le linee guida? 

Da anni le linee guida internazionali non raccomandano più il fissaggio del catetere alla cute con i punti di sutura.  

Le linee guida CDC per la prevenzione delle infezioni da cateteri vascolari raccomandano (raccomandazione di tipo II) di utilizzare un dispositivo di stabilizzazione sutureless per ridurre il rischio di infezione dei cateteri intravascolari.[5] 

Le linee guida INS per le best practices infermieristiche raccomandano l’utilizzo di dispositivi sutureless per la stabilizzazione degli accessi vascolari per ridurre i rischi di punture accidentali.[7] 

Le linee guida ESPEN per la nutrizione parenterale affermano che l’utilizzo di punti di sutura è associato ad un più alto rischio di infezione.[10] 

Infine, anche la SIAARTI nella stesura delle ‘Le buone pratiche per gli accessi vascolari’ del 2018 raccomanda l’uso di ESD (Engineered Stabilization Device) per il fissaggio dei cateteri, consigliando di evitare l’utilizzo dei punti di sutura o di cerotti. [9] 

Perché evitare l’uso dei punti di sutura per la stabilizzazione dei cateteri? Quali sono i rischi? 

Evitare l’uso delle suture per il fissaggio dei cateteri IV è una priorità in quanto il loro fissaggio con i punti può causare ferite da ago per l’operatore sanitario ed essere associato ad un aumento dei rischi per il paziente in quanto fonte di infezione. 

Catetere fissato con punti di sutura 

Le lesioni da ago rappresentano un rischio significativo per gli operatori sanitari. Se si analizza la letteratura scientifica si può osservare che i dati riportano un tasso di ferite da ago intorno al 25-39 per 100,000 suture utilizzate. Tuttavia, si stima che solo il 5% delle ferite da ago viene effettivamente segnalato. [4] 

L’uso dei punti di sutura aumenta il rischio di infezioni del flusso sanguigno catetere-correlate aumentando i costi ospedalieri e la durata della degenza. Infatti, da diverse analisi è emerso che il costo di queste infezioni è notevole, sia in termini di morbilità che di risorse finanziarie spese. [5] 

In particolare, è stato calcolato che un singolo episodio di sepsi catetere-correlata (CRBSI) in Terapia Intensiva abbia un costo pari a circa 13.000 Euro e determini un prolungamento medio della degenza di oltre 12 giorni. [8] 

Come prevenire tutto questo? 

Tra le misure discusse all’interno delle ‘Linee guida per la prevenzione delle infezioni correlate ai cateteri intravascolari’, con la finalità di ridurre al minimo le CRBSI in tutte le aree di cura del paziente, nella sezione relativa ai ‘Dispositivi di fissaggio dei cateteri’ è suggerito l’uso di dispositivi di fissaggio senza suture. Questa raccomandazione è classificata come Categoria II, quindi ‘Suggerita per l’implementazione e supportata da studi clinici o epidemiologici suggestivi o da un razionale teorico’.  

Allo stesso modo, l’uso di metodi alternativi alle suture, per la stabilizzazione degli accessi vascolari, permette una riduzione anche del rischio di ferite causate da aghi.  

Quel è l’obiettivo finale e quali caratteristiche deve possedere un buon sistema di fissaggio?  

Qualunque sia il metodo utilizzato per fissare un catetere vascolare l’obiettivo finale è “prevenire le rimozioni accidentali, consentire l’ispezione dell’exit site non interferendo con i circolo venoso e/o la somministrazione di terapie”. [9]  

Un buon sistema di fissaggio deve quindi essere sicuro, deve preservare l’integrità del dispositivo di accesso, deve ridurre al minimo il movimento del catetere in corrispondenza dell’aletta, deve resistere a forze di movimento/spostamento e di trazione accidentale e non deve causare traumi alla pelle o lesioni. [2,3,7] 

I micromovimenti del catetere intorno al sito di uscita potrebbero infatti rappresentare un rischio significativo di infezione, flebite, infiltrazione e occlusione dei vasi. [2,3] 

I dispositivi di accesso vascolare devono quindi essere stabilizzati con un metodo che non interferisca con la valutazione e il monitoraggio del sito di accesso, che non ostacoli la circolazione vascolare o la somministrazione della terapia prescritta. [7] 

SUTURELESS DEVICE 

I sistemi di fissaggio sutureless sono dispostivi che consentono la stabilizzazione degli accessi vascolari senza la necessità di punti di sutura. L’utilizzo di questi dispositivi è diventata una raccomandazione in quanto rappresenta una soluzione oltre che affidabile anche economicamente vantaggiosa.[2]   

I principali tipi di dispositivi di fissaggio dei cateteri senza sutura possono essere suddivisi in due categorie: dispositivi di ancoraggio sottocutanei e dispositivi di fissaggio adesivi. 

Dispositivi di fissaggio sottocutanei 

I dispositivi di ancoraggio sottocutaneo dei cateteri IV sono utilizzati per fissare cateteri di accesso vascolare di dimensioni comprese tra 3 Fr e 8 Fr.

L’uso di questi dispositivi riduce la migrazione del catetere. È infatti documentato in letteratura e raccomandato dal National Institute for Clinical Excellence (NICE) che il loro uso ha portato ad una significativa riduzione del dislocamento del catetere. Tuttavia, è stato dimostrato che il dispositivo può essere scomodo e doloroso quando in situ e che il paziente potrebbe provare dolore durante i cambi di medicazione di routine. [2] 

Dispositivi di fissaggio adesivi 

I fissaggi adesivi, evitando interruzioni attorno al sito di ingresso del catetere, riducono il grado di colonizzazione batterica così come il rischio di ferite accidentali da ago per l’operatore sanitario. [5] 

Inoltre, consentendo un fissaggio sicuro dei cateteri IV alla pelle, questi device mantengono il catetere in posizione riducendo qualsiasi tipo di movimento intorno all’exit site che, oltre a rappresentare un rischio significativo di infezione, potrebbe provocare una dislocazione accidentale del catetere con complicanze tali da poter richiedere la perdita precoce dell’accesso venoso. 

Quali caratteristiche devono possedere? 

  • L’adesivo del sistema di fissaggio non deve essere aggressivo perché si potrebbe incorrere nel rischio di lesioni cutanee che, in alcuni casi, potrebbero essere significative e portare a complicanze. Sicuramente l’uso di un dispositivo adesivo ipoallergenico, morbido e flessibile contribuisce sia nel ridurre l’irritazione della pelle che nel facilitare la fase di rimozione. Tali adesivi ipoallergenici non necessitano dell’utilizzo di alcun prodotto protettivo per la cute, da applicare prima del posizionamento del dispositivo.  
  • Al fine di evitare il rischio di kinking del catetere è fondamentale che questi device abbiano un basso profilo. 
  • È importante che non abbiano meccanismi ingombranti in plastica dura. Sui dispositivi di fissaggio generalmente viene posizionata una medicazione trasparente semipermeabile. L’assenza di parti rigide permette una perfetta adesione della pellicola trasparente al device, evitando la creazione di piccole aree di spazio morto, fonti di umidità, che potrebbe portare alla colonizzazione batterica. [2] 

Raccomandazioni di utilizzo 

Quando si usano dispositivi medici adesivi è molto importante assicurarsi che la pelle sia preparata prima di procedere con il posizionamento del dispositivo e durante la rimozione.  

Infatti, prima dell’applicazione la pelle deve essere decontaminata con un disinfettante come, ad esempio, una soluzione di clorexidina, oltre che per una adesione ottimale del dispositivo di fissaggio, anche per non aumentare il rischio di infezioni nel sito di inserzione del catetere.  

Dopo questo step è fondamentale che la pelle sia completamente asciutta affinché non venga compromessa l’adesività del dispositivo. Su alcuni pazienti, per migliorare l’ancoraggio alla cute, può anche essere richiesta la depilazione nella zona di interesse.  

I dispositivi di fissaggio più utilizzati non necessitano di particolari accortezze per la rimozione. Normalmente la rimozione è pratica e veloce, cercando di ridurre al minimo le manipolazioni in prossimità del catetere, per non aumentarne il rischio di dislocazione.

È importante utilizzare sutureless device dotati di adesivo inferiore ipoallergenico, in modo tale da prevenire reazioni cutanee, e che non lascino importanti residui al momento della rimozione del dispositivo di fissaggio.

Se il paziente ha una pelle particolarmente sensibile o fragile, può essere impiegata una soluzione che agevoli questa fase di rimozione. Qualora venisse utilizzata una soluzione oleosa è importante, al fine di non compromettere l’adesività del dispositivo che si andrà a sostituire, assicurarsi che la pelle non sia unta prima di procedere con il fissaggio successivo.   

CONCLUSIONI 

Il fissaggio inadeguato del catetere è un problema di sicurezza del paziente poco riconosciuto che contribuisce in modo significativo alle complicanze correlate al catetere, tra cui dislocazione, occlusione, infiltrazione e infezione. [6] 

Numerosi studi hanno dimostrato che l’introduzione di dispositivi di fissaggio senza sutura possono aiutare nella riduzione dell’esposizione all’ago per gli operatori sanitari oltre che ad una diminuzione delle complicanze del paziente, con un risparmio complessivo sui costi.[2] 

Quindi se in passato, per la mancanza di tecnologie adeguate, la tecnica più utilizzata per ancorare i cateteri alla cute si avvaleva dei punti di sutura, oggi con i dispositivi sutureless è possibile migliorare l’esperienza del paziente ottenendo risultati clinici migliori.  

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BIBLIOGRAFIA

  1. Bishop L, Dougherty L, Bodenham A, Mansi J, Crowe P, Kibbler C, Shannon M, Treleaven J. Guidelines on the insertion and management of central venous access devices in adults. Int J Lab Hematol. 2007 Aug;29(4):261-78. doi: 10.1111/j.1751-553X.2007.00931.x. PMID: 17617077. 
  1. Barton, Andrew. “Universal adhesive vascular access securement with Grip-Lok devices.” British Journal of Nursing 29.8 (2020): S28-S33. 
  1. Krenik KM, Smith GE, Bernatchez SF. Catheter Securement Systems for Peripherally Inserted and Nontunneled Central Vascular Access Devices: Clinical Evaluation of a Novel Sutureless Device. J Infus Nurs. 2016 Jul-Aug;39(4):210-7. doi: 10.1097/NAN.0000000000000174. PMID: 27379679; PMCID: PMC4935536. 
  1. Yamamoto AJ, Solomon JA, Soulen MC, Tang J, Parkinson K, Lin R, Schears GJ. Sutureless securement device reduces complications of peripherally inserted central venous catheters. J Vasc Interv Radiol. 2002 Jan;13(1):77-81. doi: 10.1016/s1051-0443(07)60012-8. PMID: 11788698. 
  1. O’Grady NP, Alexander M, Burns LA, Dellinger EP, Garland J, Heard SO, Lipsett PA, Masur H, Mermel LA, Pearson ML, Raad II, Randolph AG, Rupp ME, Saint S; Healthcare Infection Control Practices Advisory Committee (HICPAC). Guidelines for the prevention of intravascular catheter-related infections. Clin Infect Dis. 2011 May;52(9):e162-93. doi: 10.1093/cid/cir257. Epub 2011 Apr 1. PMID: 21460264; PMCID: PMC3106269 
  1. Schears GJ. Summary of product trials for 10, 164 patients: comparing an intravenous stabilizing device to tape. J Infus Nurs. 2006 Jul-Aug;29(4):225-31. doi: 10.1097/00129804-200607000-00009. Erratum in: J Infus Nurs. 2006 Sep-Oct;29(5):242. PMID: 16858255. 
  1. INS 2021- http://www.incativ.es/documentos/guias/INS_Standards_of_Practice_2021%5B1%5D .pdf 

8. INS 2021 – Infusion Therapy Standards of Practice – 2021 http://www.incativ.es/documentos/guias/INS_Standards_of_Practice_2021%5B1%5D .pdf

9. RACCOMANDAZIONI GAVeCeLT 2021 PER LA INDICAZIONE, L’IMPIANTO E LA GESTIONE DEI DISPOSITIVI PER ACCESSO VENOSO – Pittiruti M, Scopepttuolo G

10. Buone pratiche cliniche SIAARTI – LE BUONE PRATICHE PER GLI ACCESSI VASCOLARI – Cerotto V, Vailati D, Montrucchio G, Capozzoli G, Brazzi L, Gori F

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Silvia Ruggeri

Sono Product Specialist e sono entrata a far parte del Team Vygon da più di un anno, dopo aver conseguito la laurea magistrale in Ingegneria Biomedica presso l’Università “Sapienza” di Roma. Curo le Business Unit “Critical Care” e “Pain & Airway Management” per il centro Italia, occupandomi del supporto tecnico e professionale dei clinici ed offrendo loro soluzioni e tecnologie innovative a favore della salute del paziente.
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